Tu sei qui

Teoria dell'Arco

L´arco è uno strumento da lancio costituito da un elemento flessibile le cui estremità sono collegate da una corda tesa che ha la funzione di imprimere il movimento del proiettile chiamato freccia.

Utilizzato come arma da caccia e da battaglia soprattutto nell´antichità, oggi viene utilizzato principalmente come attrezzo sportivo nella pratica del Tiro con l´arco.

Da cosa è composto un arco

Ogni arco è composto da diverse parti. Sulle diverse tipologie di arco esistenti si possono distinguere:

  • Due flettenti o limb che rappresentano la parte flessibile ed elastica.
  • Due tips (parte terminale dei flettenti) su cui viene inserito l´anello della corda
  • La corda, costituita da una serie di fili o stoppini (tipicamente 12-18) attorcigliati a partire dalle estremità in modo da assicurare robustezza ed elasticità; nella parte centrale della corda c´è un filamento più spesso (detto "serving") dove vengono fissati i punti di incocco che indicano dove va posizionata la freccia
  • Riser o parte centrale, tipicamente rigida, che unisce i flettenti ed è anche il supporto per molti accessori come mirino, bottone, "rest" e "clicker". Un bottone, ovvero un sistema di ammortizzamento che consente di adattare la flessibilità della freccia Rest (o Poggiafreccia), il supporto sul quale si appoggia la freccia
  • La stabilizzazione, costituita da un´asta che serve a limitare le oscillazioni dell´arco; puó essere composta da diverse parti: gli archi compound generalmente usano una sola asta centrale, mentre gli Archi olimpici vi aggiungono anche due barre piú corte (dette "baffi") poste lateralmente, circa 45° verso l'interno Clicker, ovvero una linguetta metallica che garantisce all´arciere un allungo costante
  • Mirino, un sistema di puntamento, regolato a discrezione dell´arciere, a seconda della distanza del bersaglio o delle condizioni di luce e climatiche (varie tipologie di vento)

Questi sono alcuni accessori dell´arciere:

  • Frecce
  • Dragona, un cordino che lega la mano dell´arciere al riser in modo da non perdere l´arco durante il rilascio; ne esistono due tipologie principali: quelle che si legano al dito e quelle che si legano al polso Patelletta o guantino, serve per proteggere le dita che tirano la corda
  • Sgancio meccanico, accessorio per l´arco compound, utilizzato per rilasciare la corda
  • Faretra, ovvero il contenitore delle frecce
  • Protezioni, oltre alla patelletta esistono il parabraccio e il paraseno

Classificazione degli archi

Gli archi si possono distinguere in queste categorie in base alla forma e al particolare tipo di funzionamento che li costituiscono:

  • Longbow o arco lungo: arco gallese (quello di Robin Hood) ha flettenti stretti e molto lunghi, il riser costituisce la sola impugnatura con un piccola finestra.
  • Arco ricurvo: il riser è lungo circa 1/3 di tutta la lunghezza dell´arco, i flettenti sono più corti rispetto a quelli del longbow ma sono più larghi. Il profilo dei flettenti con cotrocurvatura garantisce un rendimento maggiore rispetto ad un arco lungo di pari libbraggio. Nei ricurvi moderni i flettenti sono spesso smontabili (arco take down). La maggior massa del riser conferisce maggiore stabilita´ durante la fase di rilascio e quindi maggior precisione. Dall´arco ricurvo sono derivati i moderni archi "olimpici" per il tiro alla targa (cerchi concentrici)
  • Arco composito: diffusissimo in oriente, ha un´impugnatura corta come il longbow con cui condivide anche la sezione dei flettenti, si differenzia dal fatto che questi ultimi sono composti di corno, ed i limb sono di legno e rigidi, il tutto ricoperto da tendine animale. Inoltre ha una forma tale che permette di caricare i flettenti notevolmente rispetto agli archi di legno.
  • Arco compound: è caratterizzato dal fatto che sfrutta il principio dei flettenti semirigidi utilizzando il sistema di leve ad eccentrici (cams in Inglese).

Attualmente ci sono 0 utenti collegati.